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Investimenti garantiti, una guida per orientarsi

Per ovvie ragioni gli strumenti a “rendimento fisso” o “garantito” sono molto popolari tra gli investitori. Se si guarda la classifica degli strumenti di investimento più scelti dagli italiani i primi posti sono quasi tutti occupati da tipologie di investimento che offrono una qualche sorta di protezione. Dopotutto chi non vorrebbe investire avendo la totale certezza di guadagnare, senza correre alcun rischio?

Ovviamente ciò non è possibile: quando si parla di investimenti, purtroppo, non esistono scorciatoie o metodi infallibili, ma esistono prodotti con vantaggi e svantaggi, da selezionare in modo accurato a seconda delle proprie esigenze. Orientarsi tra i moltissimi strumenti che permettono un rendimento garantito, una garanzia del capitale o una qualche sorta di protezione è molto complesso. Per questo motivo abbiamo preparato una pratica guida sugli “investimenti garantiti” che ti aiuterà a orientarti all’interno dell’offerta, per capire quale sia davvero la soluzione più adatta a te.

Le obbligazioni: guadagnare con la cedola

Le obbligazioni sono tra le scelte più comuni tra gli investitori per la loro apparente semplicità. Acquistare un’obbligazione è l’equivalente di effettuare un prestito. Mettiamo caso che tu acquistassi un’obbligazione per 100€ con scadenza tra 10 anni e un tasso di interesse del 2% annuo. Questo vuol dire che alla data della scadenza riceverai indietro i tuoi 100 euro e che ogni anni sarai premiato come una cedola del 2€, che rappresentano il tasso di interesse a te destinato per aver prestato i soldi.

Se dovessimo dividere le obbligazioni per tipologia di emittente avremmo principalmente due grandi famiglie: le obbligazioni governative e le obbligazioni corporate. Le prime sono emesse dai governi per finanziare il proprio debito pubblico (ogni anno il governo emette nuove obbligazioni per ripagare la parte del debito andata a scadenza, così da poter ripagare i creditori). Le obbligazioni corporate sono emesse invece dalle aziende per finanziare le proprie attività.

Conoscere l’emittente di un’obbligazione è molto importante: questo perché, anche se si tratta di strumenti a rendimento garantito, esiste sempre un rischio che l’emittente non ripaghi i propri debiti, causando la perdita del capitale investito. Questo si chiama rischio di credito e, seppur controllabile, non va sottovalutato, anche perché di solito i rendimenti maggiori vengono promessi dagli emittenti più a rischio.

Il default può avvenire sia da parte di un governo che da parte di un’azienda privata. Ti ricordi i bond argentini, che all’inizio degli anni 2000 promettevano rendimenti vicini al 10%, salvo poi lasciare tutti coloro che avevano prestato soldi al governo di Buenos Aires a bocca asciutta? E la disavventura degli obbligazionisti di Banca Etruria e delle Banche Venete finite in risoluzione lo scorso anno.

Devi inoltre ricordarti che la certezza di ottenere un rendimento, quando si investe in obbligazioni, dipende dalla capacità di detenere l’investimento fino a scadenza. Il prezzo delle obbligazioni sul mercato, infatti, non è fisso e per questo, vendendo in anticipo, potresti trovarti costretto a disinvestire in condizioni sfavorevoli e realizzare delle perdite.

Nella realtà è molto difficile (e spesso non conveniente) portare a scadenza le obbligazioni. Così esse vengono spesso scambiate tra gli investitori sul mercato secondario. Il loro prezzo varia a seconda di quanto manca alla scadenza e in base alla dinamica dei tassi di interesse. Quando i tassi si alzano, il valore delle obbligazioni scende (perché sul mercato si trovano strumenti più vantaggiosi).

Nel caso della lunga scadenza è quindi fondamentale valutare la dinamica futura dei tassi d’interesse, perché se i tassi sono in crescita aumentano le probabilità di registrare una perdita. Più la scadenza di un prodotto è lontana, più ovviamente il suo valore sarà suscettibile alla dinamica dei tassi. Per ottenere il massimo dall’investimento in obbligazioni è necessario valutare tutti questi fattori.

Un particolare tipo di obbligazioni sono le cosiddette obbligazioni strutturate. Si tratta di prodotti molto complessi che vincolano il pagamento della cedola al verificarsi o meno di certi condizioni, oppure al valore di un indice o di un’azione in particolare. Possono sicuramente essere utili in determinate occasioni ma attenzione: presentano una struttura di remunerazione molto vantaggiosa per le banche che, facendo leva sulla scadenza del prodotto, godono in anticipo della commissione. Quindi, qualora ti venissero proposte, fai ancora più attenzione.

I conti deposito

Un’altra scelta estremamente popolare è quella di aprire un conto deposito. Questo strumento, infatti, promette un rendimento garantito in cambio del vincolo del tuo capitale per un certo periodo. Sicuramente investire nei conti deposito è un’ottima soluzione per chi volesse proteggere il proprio capitale nel brevissimo termine. Ma chi avesse obiettivi di risparmio più lunghi purtroppo avrebbe difficoltà a trovare dei conti deposito in grado di soddisfare le proprie aspettative. Nella corrente situazione di mercato, infatti, il rendimento dei conti deposito, anche di quelli più vantaggiosi, non riuscirebbe a coprire nemmeno l’effetto dell’inflazione.

Prima di optare per il conto deposito, quindi, ti deve essere ben chiaro l’obiettivo: se hai bisogno di parcheggiare della liquidità per un tempo limitato, si tratta della soluzione migliore, perché un orizzonte temporale brevissimo ti darebbe poche garanzie di guadagno attraverso i mercati finanziari. Se invece il tuo orizzonte temporale è più lungo, ha poco senso scegliere questa opzione: i tuoi risparmi meritano di essere difesi dall’inflazione, ovvero investiti con un asset allocation dinamica che ti mette al riparo da rischi eccessivi.

Capitale garantito? Assicurazione, polizze, prodotti protetti

Esiste poi una serie molto varia di prodotti che promettono protezione, garanzia del capitale o addirittura rendimenti assicurati. Questi strumenti hanno forme giuridiche molto varie e spesso complesse – si passa dalle polizze vita agli strumenti strutturati, ai fondi – e garantiscono vari livelli di protezione attraverso strategie di investimento difensive. Molti prodotti prevedono semplicemente delle scelte di investimento che mirano a controllare il rischio, mentre altri prevedono l’utilizzo di derivati o di assicurazioni per garantire la totalità o parte del capitale.

Dare una valutazione generale di questi prodotti è complesso, ma può essere utile seguire alcune linee guida generali. Ovviamente, in un contesto di tassi bassi, questi prodotti offrono rendimenti sempre più annacquati, tanto che c’è chi parla di fine del rendimento garantito per i prossimi anni. In generale questi strumenti sono molto costosi e molto complessi, oltre a presentare vincoli stringenti. Bisogna stare molto attenti prima di selezionarne uno, perché il rischio più comune è quello di trovarsi vincolati per molti anni a un prodotto non conveniente, magari costoso e non in grado di generare profitti.

Bisogna stare poi molto attenti perché esistono anche prodotti, come i fondi a cedola o a scadenza – purtroppo la tipologia di fondi più collocata dall’industria del risparmio italiana -, che sono impacchettati apposta per farti credere di ottenere rendimenti garantiti ma che invece non fanno altro che restituirti quanto hai investito (magari persino tassato…).

Investimenti garantiti o riduzione del rischio?

Come avrai capito il panorama degli strumenti “sicuri” o  degli “investimenti garantiti” è molto ampio e non tutti gli strumenti mantengono le loro promesse. Bisogna stare molto attenti perché il rischio di mercato non è l’unico rischio a cui il nostro capitale è sottoposto: esiste un rischio inflazionistico, un rischio legato all’impossibilità di generare rendimenti, un rischio legato ai costi e un rischio legato alle garanzie offerte dagli emittenti.

Quello che poi devi capire è se hai davvero la necessità di incassare delle cedole periodiche. L’idea di ricevere un rendimento costante (come quello offerto dalle obbligazioni) è allettante, ma è davvero conveniente? Ottenere un rendimento ha senso se si ha l’obiettivo di garantirsi una rendita, ma nella maggior parte dei casi le strategie che reinvestono i proventi sono più convenienti nel lungo termine.

A nostro avviso, il miglior modo per controllare il rischio è creare un asset allocation dinamica e diversificata, magari investendo gradualmente con un Pac, per diminuire l’incidenza del momento d’ingresso e controllare il rischio di mercato. Nei nostri portafogli a più basso rischio, preferiamo combinare Etf su obbligazioni diversificate con altri asset. Segmentiamo le obbligazioni per livello di rischio, tipo di emittente e collocazione geografica. Effettuiamo ribilanciamenti periodici per adattare la strategia alle varie fasi di mercato.

La diversificazione ci permette di evitare la concentrazione geografica del rischio e di massimizzare i rendimenti inserendo nel portafoglio un mix di obbligazioni con profili rischio/rendimento diversi. Preferiamo reinvestire il flusso cedolare (le cedole che le obbligazioni pagano periodicamente) per creare ricchezza nel lungo termine. Questo ci dà la possibilità di creare portafogli a basso rischio ma che siano comunque in grado di sconfiggere l’inflazione, abbiano dei costi bassi (per fare la differenza nel lungo termine) e ti permettiamo di liquidare il tuo investimento quando vuoi senza spese aggiuntive.

Purtroppo non esistono scorciatoie e non esiste la soluzione perfetta. Se siete dunque alla ricerca di investimenti garantiti, ciò che è importante è non prendere la via più complicata e non optare per il prodotto più complesso: nella maggior parte dei casi le uniche persone che guadagnano da questi prodotti sono coloro che percepiscono le commissioni.

L' articolo Investimenti garantiti, una guida per orientarsi è tratto da MoneyFarm

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