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Prezzo del petrolio in calo, cosa farà la Federal Reserve?

Il prezzo del petrolio, in picchiata da inizio ottobre, è calato recentemente sotto la soglia dei 60 dollari al barile. Le ragioni sono da ricercarsi principalmente nella dinamica della domanda dell’offerta. La prima è in calo e ciò non stupisce, visto il contesto economico in rallentamento; la seconda è particolarmente elevata, con scorte in aumento in tutti i principali paesi produttori e con l’Arabia Saudita che ha fatto segnare questo mese il record storico di produzione.

 

Per sostenere il prezzo i paesi Opec e i principali partner esterni all’organizzazione (Russia in testa) si è riunito a Vienna e ha deliberato un taglio della produzione congiunto di 1,2 milioni di barili al giorno. Il vertice si è svolto in un clima di grande incertezza. Il Qatar ha abbandonato l’organizzazione alla vigilia della conferenza. Nei giorni che hanno preceduto l’accordo sono arrivati segnali chiari da Washington riguardo la volontà della Casa Bianca di mantenere il prezzo basso. È convinzione dell’amministrazione Trump che un prezzo del petrolio contenuto tenga a freno l’inflazione, rallentando il percorso di rialzo dei tassi, considerato a ragion veduta il principale fattore di rischio di medio termine per l’andamento dell’economia americana. Trump ha espresso il suo pensiero molto chiaramente: resterà a fianco alla casa reale saudita, recentemente sotto pressione per l’omicidio del giornalista Khashoggi, fin quando essa continuerà a tenere il prezzo del petrolio basso.

Nonostante le pressioni internazionali l’accordo riuscirà a sostenere il prezzo? Nel periodo recente il cartello dei produttori è stato caratterizzato da forti divisioni interne, tanto da generare dubbi sulla sua effettiva capacità di influenzare il prezzo del greggio. Inoltre non esiste ancora chiarezza sulle quote precise che i singoli produttori taglieranno rispetto ai livelli attuali. L’incapacità di convergere su chiari obiettivi di produzione ha avuto l’effetto in passato di orientare i mercati in direzione opposta rispetto a quella desiderata dall’organizzazione. L’accordo politico, dunque, resta fragile e non esistono a oggi garanzie che esso riuscirà a sostenere il prezzo nel medio termine vista anche la domanda globale che resta debole. E questo rimane vero nonostante il piccolo rimbalzo avuto nei giorni immediatamente successivi alla pubblicazione dell’accordo

Il prezzo del petrolio sarà uno dei fattori chiave nel 2019 per via della sua forte correlazione con il livello dei prezzi e le sue conseguenze sulla politica monetaria. L’oro nero ha un rapporto molto stretto con le aspettative di inflazione nel medio termine, ma anche con il livello di prezzi corrente e con l’inflazione core, pure epurata dall’incidenza diretta del valore del petrolio ma comunque correlata con il costo del barile

La Fed, che alzerà con ogni probabilità i tassi a dicembre, potrebbe rivedere i propri piani per il 2019: le aspettative dei mercati si stanno orientando verso un percorso di crescita dei tassi più lento o addirittura nullo. Un prezzo del petrolio basso per un periodo prolungato si andrebbe ad aggiungere agli altri fattori che la Fed sta valutando: seppur l’economia Usa rimane  forte e il mercato del lavoro continui a godere di ottima salute, il rialzo dei tassi sta già cominciando a sortire i suoi effetti sull’economia reale, per esempio sui mutui.

Ci sono poi i segnali che arrivano dai mercati azionari e dall’Europa, dove la crescita rallenta. Da mandato, né l’andamento dell’economia globale né la riduzione della volatilità sul mercato azionari sono tra gli obiettivi della banca centrale americana, ma sembra che tutte queste considerazioni stiano influenzando il giudizio di Powell che ha cominciato, sotto traccia e con il linguaggio proprio dei banchieri centrali, a indirizzare le aspettative degli operatori verso la possibilità di un percorso più cauto il prossimo anno. Se questa tendenza sarà confermata a dicembre, quando comunque la Fed aumenterà i tassi, probabilmente potremmo assistere a una distensione sui mercati azionari.

L' articolo Prezzo del petrolio in calo, cosa farà la Federal Reserve? è tratto da MoneyFarm

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